03 aprile 2025

3 aprile 1944: don Giuseppe Morosini è fucilato a forte Bravetta

Nato a Ferentino, in provincia di Frosinone, nel 1913, Giuseppe Morosini frequentò da allievo esterno il seminario della propria città natale, maturando in quegli anni la scelta del sacerdozio: dopo gli studi, compiuti tra Roma e Piacenza, fu ordinato sacerdote il 27 marzo 1937 per mano di mons. Luigi Traglia nella basilica romana di San Giovanni in Laterano. In quegli stessi anni conosce Marcello Bucchi, con il quale condividerà in seguito l'impegno nella Resistenza. 

Dopo un periodo trascorso in veste di cappellano militare in Jugoslavia nei primi mesi del 1942 rientrò in Italia, risiedendo per alcuni mesi ad Avazzano e trasferendosi infine a Roma nell'estate del 1943 per dedicarsi all'assistenza di orfani e senzatetto presso una struttura del quartiere Delle Vittorie. 

All'indomani dell'8 settembre, il giovane sacerdote si prodigò nell'assistenza ai feriti dei combattimenti di Porta San Paolo, ricoverati nelle strutture del Collegio Leoniano, in via Pompeo Magno, nel quale risiedeva. Si occupò anche di occultare le armi recuperate in quei giorni convulsi, successivamente recapitate alla banda "Fulvi", una formazione militare comandata dal tenente Fulvio Mosconi affiliata al Fronte Militare Clandestino di Resistenza particolarmente attiva nella zona di Monte Mario. Ne faceva parte il suo vecchio amico Marcello Bucchi. Dopo essersi inizialmente limitato a fornire alla formazione assistenza spirituale, don Morosini passò a dedicarsi attivamente allo fabbricazione e alla diffusione di documenti falsi, alla raccolta di armi e munizioni e alla raccolta di informazioni. Nel corso delle proprie attività, durante le quali riuscì addirittura ad entrare in possesso di una copia del piano operativo dello schieramento tedesco sulla Linea Gustav, don Giuseppe si servì attivamente della propria rete di conoscenze e delle strutture del Collegio Leoniano, ove riuscì a salvare ebrei, antifascisti e altri ricercati dalla polizia tedesca.

Il 4 gennaio 1944, con la collaborazione di due doppiogiochisti legati alla formazione di Mosconi, le SS arrestarono don Morosini davanti al Collegio Leoniano, mentre assieme a Marcello Bucchi portava al sicuro armi e munizioni da poco recuperate. Rinchiuso a Regina Coeli, fu pesantemente torturato perché rivelasse informazioni sulla banda "Fulvi", ma non parlò. Cercò in ogni modo di mantenere alto il morale dei propri compagni di cella, componendo anche una ninna-nanna per il figlio nascituro di Epimenio Liberi, militante del Partito d'Azione assassinato alla Fosse Ardeatine poche settimane dopo.

Condannato a morte dal tribunale di guerra tedesco, il 3 aprile 1944, assistito dal vescovo Luigi Traglia che l'aveva ordinato sacerdote sette anni prima, celebrò la messa e fu trasferito a forte Bravetta per la fucilazione. All'ordine di far fuoco, dieci dei dodici militi della PAI che componevano il plotone di esecuzione spararono deliberatamente altrove: don Morosini, lievemente ferito, fu quindi ucciso a bruciapelo a colpi di pistola dell'ufficiale tedesco responsabile dell'esecuzione.

Alla figura di don Giuseppe Morosini, insignito di Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria, si ispirò parzialmente Roberto Rossellini per la figura di don Pietro nel celebre film "Roma città aperta" del 1945.

02 aprile 2025

Gli ebrei italiani dall'antifascismo alla Costituzione repubblicana: Casa della Memoria e della Storia - 11 aprile 2025


Venerdì 11 aprile, alle ore 11, si terrà presso la Casa della Memoria e della Storia un'importante iniziativa organizzata dall'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI, dall'ANED - Associazione Nazionale ex Deportati nei Campi nazisti e dalla Fondazione Gramsci sul contributo apportato dai cittadini italiani di religione ebraica al movimento antifascista,  alla Resistenza e alla stesura della Carta costituzionale.



01 aprile 2025

Storia minuscola per gente maiuscola. 150° dalla nascita di Michele Testa.

 


La primavera della Resistenza Romana: varie date

 




🔴 PROGRAMMA 2025 🔴
(in costante aggiornamento)

📌3 aprile - ore 18.30
📍SO2 - via Ettore Giovenale 62a, Pigneto
𝗩𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗶𝗹 𝘀𝗼𝗹 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗮𝘃𝘃𝗲𝗻𝗶𝗿𝗲. 𝗥𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗮 𝗥𝗼𝗺𝗮
di Antonio Tedesco
a cura di Festival Bella Storia
📌6 aprile - ore 12.30
📍Largo dei Savorgnan e Caserma della GdF, Certosa
𝗥𝗮𝗺𝗮𝘇𝘇𝗶𝗻𝗶 𝗿𝗶𝗯𝗲𝗹𝗹𝗲
> pranzo, musica ed esplorazioni con Luigi Relè, Desirée Infascelli e Maurizio Pizzardi
> a seguire visita all'ex Sanatorio Ramazzini
a cura del Comitato di Quartiere Villa Certosa
*POSTI ESAURITI*
📌10 aprile - ore 16.00
📍partenza da Largo dei Quintili, Quadraro
𝗜𝗹 𝗿𝗮𝘀𝘁𝗿𝗲𝗹𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗤𝘂𝗮𝗱𝗿𝗮𝗿𝗼 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗹𝗹'𝗮𝗹𝘁𝗿𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝘁𝗿𝗮 𝗽𝗶𝗲𝘁𝗿𝗲 𝗱'𝗶𝗻𝗰𝗶𝗮𝗺𝗽𝗼 𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗲𝗲𝘁 𝗮𝗿𝘁
con gli allievi e le allieve del CPIA1 di Roma
a cura di QuadraCoro APS
📌11 aprile - ore 18.30
📍Chourmo - via Galeazzo Alessi 112, Certosa
𝗦𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮, 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗳𝗲𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝗹𝗲. 𝗜 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗶 𝘁𝗲𝗺𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗔𝗻𝗻𝗮 𝗕𝗿𝗮𝘃𝗼
di Marina D'Amelia, interviene Cecilia Palombelli, introduce Eva Muci
a cura di Festival Bella Storia
📌12 aprile - ore 10.30
📍Sparwasser - via del Pigneto 215, Pigneto
𝗣𝗮𝘀𝘀𝗲𝗴𝗴𝗶𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗲 𝗹𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗲 𝗲 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶
a cura di Sparwasser ed Ecomuseo Casilino
📌12 aprile - ore 12.00
📍LSA 100celle - viale della Primavera 319/B, Centocelle
𝗘 𝗹𝗲 𝗴𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗲𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼...
> esibizione di QuadraCoro all'interno del Mercato che Vorrei
📌12 aprile - dalle ore 14.00
📍Bar Coppi - largo dei Quintili, Quadraro
𝗟𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝘁𝗮
> saluti istituzionali di Mauro Caliste, presidente del V Municipio, e Maurizio Mattana, presidente della Commissione Cultura V Municipio
> interventi di Marina Pierlorenzi - ANPI, Paolo De Zorzi - ANPPIA Nazionale, Gianfranco Noferi - ANPC Roma, Stefania Ficacci - Ecomuseo Casilino
> Dall'alba al tramonto. 4 giugno 1944: La liberazione di Roma sulle vie Anagnina e Tuscolana - con proiezione combact film americani di Paolo Savegnago e Walter Di Domenico
> Velia e Giacomo - mostra e proiezione del corto di animazione sulla vita privata tra Giacomo Matteotti e la moglie Velia di Maurizio Galli, Nora, Nino Giordano e Serena De Conciliis (ANPPIA Nazionale)
> Genesi del nido di vespe - letture a cura di Emiliano Valente
📌16 aprile - ore 16.00
📍partenza da largo dei Quintili, Quadraro
𝗜𝗹 𝗿𝗮𝘀𝘁𝗿𝗲𝗹𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗤𝘂𝗮𝗱𝗿𝗮𝗿𝗼 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗹𝗹'𝗮𝗹𝘁𝗿𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝘁𝗿𝗮 𝗽𝗶𝗲𝘁𝗿𝗲 𝗱'𝗶𝗻𝗰𝗶𝗮𝗺𝗽𝗼 𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗲𝗲𝘁 𝗮𝗿𝘁
con gli allievi e le allieve del CPIA3 di Roma
a cura di QuadraCoro APS
📌16 aprile - dalle ore 17.30
📍SpazioY - Off1c1na - via del Juvenci 11
𝗖𝗶𝗻𝗲𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗲
cineforum di Spazio Y - Off1c1na
> presentazione del libro Lezioni di Resistenza - progetto diffuso al Quadraro
> proiezione del cortometraggio Vanda (2023) di Yasmina Benabderrahmane
> proiezione del mediometraggio Paura dell'alba (2025) di Enrico Masi
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🔴 Eventi per le scuole
📌 20 - 26 marzo
📍Centocelle
𝗖𝗲𝗻𝘁𝗼𝗰𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘁𝗿𝗮 𝗥𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮
passeggiata della memoria rivolta alle studentesse e agli studenti dell'IC Montinaro e dell'IC via dei Sesami
a cura di ANPI Centocelle
📌 24, 25, 26, 27 marzo e 7 e 14 aprile
📍Alessandrino
𝗦𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗴𝗶𝗮𝗻𝗶
passeggiata della memoria per le strade del quartiere.
Sulle tracce della nostra storia: la Resistenza nell'VII zona raccontata dalle studentesse e studenti dell'Alessandrino
a cura di CIP Alessandrino

📌 2, 3, 4 aprile
📍Liceo Scientifico Statale Francesco d'Assisi
𝗟𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮
riservate alle studentesse e agli studenti sui GAP dell'VIII zona, il ruolo delle Osterie nella rete clandestina partigiana, le donne nella Resistenza e la storia di Adolfo Bonfanti
a cura del Festival Bella Storia
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Organizzato dalle associazioni, centri culturali, spazi sociali, cittadinɜ del V Municipio di Ottava Zona - Memoria est
ANPI Provinciale di Roma Anpi Pigneto-Torpignattara "Giorgio Marincola" Anpi Villa Gordiani Anpi Centocelle BellaStoria - Festival - Narrazioni di Strada CIP - Centro d'Iniziativa Popolare Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros Sparwasser Ciclocasale Lsa Centocelle QuadraCoro Comitato Certosa
Patrocinato dal Municipio V del Comune di Roma

31 marzo 2025

A Gaza e in Cisgiordania muore l'umanità. Non rimaniamo in silenzio! 2 aprile ore 18,30 in Piazza del Campidoglio

 



A Gaza e in Cisgiordania muore l'umanità. Non rimaniamo in silenzio! 2 aprile ore 18,30 in Piazza del Campidoglio

NON POSSIAMO RESTARE IN SILENZIO!
Mercoledì 2 aprile, alle ore 18:30, saremo in Piazza del Campidoglio con una fiaccolata per tenere accesa la luce su quanto sta accadendo in Israele e Palestina.
L’iniziativa fa parte di una più ampia mobilitazione nazionale annunciata all’assemblea pubblica, promossa dalla Cgil e aperta al mondo associativo e ai sindaci, sui temi del lavoro, della pace, dei diritti e dell’ambiente.
Non possiamo restare fermi e in silenzio davanti eccidi contro la popolazione palestinese e alla sottrazione della loro terra. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, insieme ai Governi del mondo agiscano affinché il Governo di Netanyahu si fermi.
La rottura della tregua e la ripresa delle ostilità pregiudica la sicurezza e la vita delle persone, anche quella degli ostaggi, dei quali continuiamo a chiederne la liberazione così come chiediamo la liberazione di tutti i prigionieri palestinesi illegalmente detenuti.
Ci uniamo all’appello delle reti pacifiste e invitiamo la società civile e le istituzioni del territorio di far sentire la propria voce affinché i governi, Unione Europea e Onu facciano la loro parte per un cessate il fuoco immediato e duraturo, la liberazione degli ostaggi e dei prigionieri, la fine del blocco degli aiuti e l’assedio alla popolazione da parte israeliana, il varo di sanzioni economiche nei confronti d’Israele e la sospensione dell’accordo di partenariato tra Unione Europea ed Israele, il blocco reale di tutte le commesse di armamenti, riconoscimento da parte dell’Italia e della Unione Europea dello Stato di Palestina, l’adozione di provvedimenti di protezione dei giudici internazionali della Corte e del tribunale dell’Aja dalla sanzioni e dalle ritorsioni decise dall’amministrazione Usa.
Prime adesioni: ANPI comitato provinciale di Roma, Cgil Roma e Lazio, Libera Roma, Rete dei Numeri Pari, Rete degli Studenti Medi del Lazio, Sinistra Universitaria Sapienza, Unione degli Universitari Roma

Si avvicina il 25 aprile, Festa nazionale che celebra la Liberazione d’Italia dal nazifascismo. Primo programma delle celebrazioni a Roma



SI AVVICINA IL 25 APRILE 

Care compagne e cari compagni, amiche ed amici, si avvicina il 25 aprile, Festa nazionale che celebra la Liberazione d’Italia dal nazifascismo e giornata di Lotta che ribadisce il nostro impegno per l’applicazione della Costituzione nata dalla Resistenza, per la difesa della democrazia, per l’affermazione e l’ampliamento dei diritti sociali e civili, per la giustizia sociale, per l’autodeterminazione dei popoli, per la Pace e l’amicizia tra le nazioni.

Il contesto in cui viviamo, nel quale il Paese attraversa una stagione difficilissima caratterizzata dal forte rischio di una involuzione autoritaria e da un acuirsi della crisi economica e della precarietà, e in Europa e nel mondo soffiano venti di guerra e inaccettabili politiche belliciste e guerrafondaie che calpestano i diritti umani e opprimono popolazioni in molte parti del mondo prima fra tutte quella palestinese, riteniamo che la Festa della Liberazione debba essere valorizzata al massimo evitando qualsivoglia strumentalizzazione e distorsione, al fine di affermare con forza che la strada da seguire per la costruzione della società immaginata e voluta dalle partigiane dai partigiani è tracciata nei princìpi fondamentali della Costituzione.

Per questo, nell’80° anniversario dell’insurrezione vittoriosa delle formazioni partigiane, daremo vita ad una manifestazione e ad una giornata più ampia rispetto agli anni precedenti. Come sempre inizieremo la giornata rendendo omaggio ai Martiri delle Fosse Ardeatine, per poi spostarci a Largo Bompiani dove è sito il monumento ai Valori futuribili della Resistenza e da dove partirà il corteo che attraverserà i quartieri popolari per arrivare a Parco Schuster, luogo in cui si terranno comizio e concerto e da cui, dopo un momento di festa, convivialità e condivisione, partirà il corteo che ci porterà come ogni anno a Porta San Paolo per rendere omaggio al Memoriale della Resistenza.

VIVA LE PARTIGIANE, VIVA I PARTIGIANI, ORA E SEMPRE RESISTENZA!

Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Comitato Provinciale di Roma


30 marzo 2025

1 aprile 1944: Togliatti propone la "svolta di Salerno"

Alla fine di marzo del 1944 Ercole Ercoli, pseudonimo di Palmiro Togliatti, il capo dei comunisti italiani, tornava in patria dopo quasi un ventennio d’esilio. Il 1° aprile, con un discorso ai quadri comunisti al Teatro Modernissimo di Napoli, Ercoli spiegò che si doveva per prima cosa liberare la penisola e sconfiggere il nazifascismo, col concorso di tutte le forze politiche disponibili. Bisognava perciò formare un governo di unità nazionale, a cui anche i comunisti avrebbero preso parte. Solo dopo la vittoria si sarebbe dovuto affrontare il «problema istituzionale», la scelta tra repubblica e monarchia, e dar vita a una nuova Carta.

La proposta togliattiana fece scalpore perché fino a quel momento sia i comunisti italiani che gli altri partiti di sinistra (socialisti e azionisti) erano del tutto contrari a sorvolare, almeno momentaneamente, sulle gravi responsabilità della monarchia durante il Ventennio e ad accettare il governo che Badoglio aveva formato su incarico del re. Le difficoltà, i settarismi e i contrasti vennero però superati e il nuovo corso ebbe inizio.



Vedi:

https://ilmanifesto.it/correte-ercoli-e-qui-la-svolta-di-salerno

Vedi anche l'importante convegno organizzato lo scorso anno, per l'80° da Futura Umanità:



convegno dal titolo “Togliatti, la ‘svolta di Salerno’ e le radici della Repubblica“ di Futura Umanità

È nata la sezione Alberto Imperiali - Giuseppe Luttazi a Palombara Sabina

È nata la sezione Alberto Imperiali - Giuseppe Luttazi a Palombara Sabina. 50 antifascisti e antifasciste. Una bellissima mattinata. Buon lavoro!






29 marzo 2025

No ad una sede neofascista nel II Municipio (né altrove)



Il comitato provinciale dell'ANPI di Roma, appreso di una prossima apertura di una sede di forza nuova nel II Municipio, esprime la più estrema contrarietà e indignazione. Trattasi infatti di un'organizzazione eversiva neofascista i cui maggiori rappresentanti sono pluripregiudicati che si sono macchiati di delitti contro le persone e il patrimonio e a cui dovrebbe essere preclusa ogni manifestazione pubblica. Tale organizzazione andrebbe sanzionata ai sensi delle leggi Scelba e Mancino, come non ci stancheremo di richiedere. Il Secondo Municipio si caratterizza da sempre per il fortissimo sentimento democratico dei sui residenti, fin da prima che nascesse il fascismo, e fu una zona  che contrastò attivamente i criminali della marcia su Roma, al contrario delle allora massime istituzioni che al fascismo consegnarono lo Stato. Nel quartiere si sviluppò anche un fortissimo movimento resistenziale che contribuì alla Liberazione del Paese dall'orrore nazifascista. Per questi motivi l'apertura di una sede di forza nuova assume anche le caratteristiche di una gravissima provocazione.

Chiediamo alle Istituzioni cittadine e nazionali che devono la propria autorità all'antifascismo militante che seppe riconquistare la democrazia, di applicare le leggi Repubblicane e impedire l'apertura di qualsivoglia sede di organizzazioni neofasciste, che andrebbero sciolte.

L'ANPI provinciale di Roma e le sezioni del territorio del secondo Municipio parteciperanno alla mobilitazione che si sta organizzando e dà appuntamento ai suoi iscritti Domenica 30 marzo alle ore 10,30 presso i Giardini di Piazza Bologna

25 marzo 2025

Stop alla strage di innocenti a Gaza: spegniamo il Colosseo

Oltre 40 realtà, ad oggi, lanciano un appello a Giuli, Gualtieri e al Consiglio comunale di Roma

Stop alla strage di innocenti a Gaza: spegniamo il Colosseo

Roma 25 marzo – Spegnere per un’ora le luci del Colosseo in solidarietà con il popolo di Gaza è l’appello raccolto e rilanciato in poche ore da oltre quaranta tra reti, associazioni e Ong al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, al Sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri e al Consiglio Comunale di Roma Capitale.




“Spegniamo una luce per accendere le coscienze di tutti. Rivolgiamo un appello urgente al Ministro della Cultura Alessandro Giuli, al Sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri, ai Consiglieri comunali di Roma Capitale affinché le luci del Colosseo vengano spente per un’ora, in segno di lutto per le decine di migliaia di civili inermi, donne, uomini, anziani, bambine e bambini uccisi nei raid israeliani in Palestina” chiedono i promotori.


“Dopo una breve pausa è ripreso il genocidio a Gaza, dove la situazione umanitaria è disperata, mentre in Cisgiordania gli assalti dell’IDF e dei coloni non si sono mai fermati -continua l’appello-. Gli attacchi aerei israeliani su Gaza degli ultimi giorni hanno già causato un migliaio di vittime, tra le quali centinaia di bambini e bambine. Queste sono state le ore più letali per i più piccoli nella Striscia. Una pulizia etnica che sembra non avere fine”.

Le organizzazioni promotrici denunciano “Le operazioni militari hanno isolato oltre centomila bambini, facendoli rimanere senza cibo, né acqua, né assistenza, esponendoli a gravi rischi sanitari e alla fame. Inoltre continuano i raid israeliani contro i presidi sanitari che forniscono cure essenziali e sono già due gli ospedali distrutti negli ultimi giorni. È una situazione di grande sofferenza e impunità, dove i più vulnerabili, come donne, bambini e bambine, persone anziane, malate e disabili, stanno pagando il prezzo più alto con la complicità degli Usa e nell’indifferenza colpevole della Ue”.

“Ci auguriamo che questo appello venga accolto dal Ministro della Cultura e dal Sindaco del Comune di Roma Capitale per sensibilizzare l’opinione pubblica e spingere le autorità politiche a tutti i livelli a intervenire per porre fine a questa tragica situazione. Spegniamo una luce per accendere le coscienze. Non dobbiamo rimanere in silenzio” concludono i promotori invitando ad unirsi ad altre organizzazioni e anche singoli cittadi all’iniziativa.

I promotori invitano associazioni e singoli cittadini a sottoscrivere e rilanciare questo appello scrivendo insieme alle seguenti mail:

ministro.segreteria@cultura.gov.it 

segreteria_cg@comune.roma.it

stopstrageinnocenti.nobavaglio@gmail.com.

Infine, il Comitato si rivolge a tutte le realtà sociali, associazioni, organizzazioni, ONG e movimenti politici ad entrare nel Comitato Promotore scrivendo a nobavaglio.org@gmail.com

COMITATO PROMOTORE ( in aggiornamento ):             

RETE #NOBAVAGLIO

ASSOPACEPALESTINA

LEA LABORATORIO EBRAICO ANTIRAZZISTA

AMNESTY INTERNATIONAL ITALIA

EMERGENCY

ARCI NAZIONALE

FNSI

MEDITERRANEA SAVING HUMANS

RETE ITALIANA PACE E DISARMO

ARTICOLO 21

PRESSENZA

Associazione SENZACONFINE

Peacelink

US Citizens for Peace and Justice Roma

USIGRAI

InLiberaUscita

Circolo Laudato Si’ Busto Arsizio” San Francesco”

Coalizione Italiana contro la pena di morte onlus Napoli

ANPI ROMA

GIURISTI DEMOCRATICI

UN PONTE PER

MAGISTRATURA DEMOCRATICA

Movimento giustizia e pace in Medioriente

CGIL ROMA e LAZIO

MOVIMENTO AGENDE ROSSE di Salvatore Borsellino

Aprilia Libera ODV

LEGAMBIENTE ROMA LAZIO

Coordinamento solidarietà alla Palestina Anzio Nettuno

COSPE Ong

Associazione Culturale LIVORNO PALESTINA

RETI DI PACE Laboratorio Monteverde

Abbasso la guerra Odv

Pax Christi Tradate

STAMPA ROMANA

FIOM

 CGIL ROMA LAZIO

COORDINAMENTO DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE

FESTIVAL DEL CINEMA DEI DIRITTI UMANI DI NAPOLI

AOI-Cooperazione e Solidarietà Internazionale

Reti di Giustizia. Il sociale contro le mafie APS

Legambiente “Le Rondini” di Anzio e Nettuno

Movimento Donne in Nero Roma

Laboratorio salute popolare

Associazione Genitori Appio Claudio

Comitato varesino per la Palestina

RETE ROMANA SOLIDARIETÀ POPOLO PALESTINESE

Ufficio Stampa COMITATO PROMOTORE “Stop strage di innocenti a Gaza”

Clara Habte – 346.53.30.146

Andreina Albano – 348.34.19.402

E-mail: nobavaglio.org@gmail.com

https://pressingweb.altervista.org/2025/03/comunicato-stampa/

Il Comitato ANPI Caltanissetta ricorda Raffaele Zicconi a Sommatino e Gaetano Butera a Riesi, entrambi Martiri delle Fosse Ardeatine

Abbiamo ricevuto dal presidente della sezione ANPI di Riesi "Gaetano Butera" Giuseppe Calascibetta e molto volentieri pubblichiamo:     

    Il Comitato ANPI Caltanissetta ricorda Raffaele Zicconi a Sommatino e Gaetano Butera a Riesi. Vittime delle Fosse Ardeatine.
    Dopo 81 anni dall’eccidio delle Fosse Ardeatine, i Comuni di Riesi e Sommatino hanno onorato la memoria di Gaetano Butera, medaglio d’oro al Valor Militare e martire della Resistenza, e di Raffaele Zicconi.



    La targa in onore di Raffaele Zicconi è stata inaugurata a Sommatino in Via Trabia, vicino al quartiere dove abitava il giovane sommatinese deceduto nella strage di Roma. Presenti a questa importante inaugurazione l’insegnante Lina Sciascia, ex sindaco di Sommatino, attualmente nuova responsabile alla CGIL a Sommatino; Michele Augello, Rosalba Sanfilippo, Presidente del Consiglio al Comune di Sommatino; Giuseppe Cammarata Presidente del Comitato Provinciale ANPI di Caltanissetta; Salvatore Letizia sindaco di Sommatino; Jean Pierre Rumeo assessore.



    Un momento di riflessione per ricordare il barbaro assassino del martire Zicconi che è stato ricordato dallo storico Mario Avagliano nel libro Le vite spezzate delle Fosse Ardeatine con alcune lettere scritte dallo stesso eroe di Sommatino e indirizzate a sua moglie Ester, che adesso sono conservate gelosamente a Roma dal nipote Massimo.


Ester con Raffaele Zicconi

    Mia piccola Madonna,
è con la stessa disperazione del moribondo che si attacca alla vita , che io mi stringo a te. Come un naufrago si aggrappa rabbiosamente all’unico relitto di nave che potrà salvarlo da morte, io così disperatamente mi aggrappo a te per salvarmi. A te così cara, a te così buona, che con il tuo amore, con la tua passione sai ancora darmi la gioia e lo scopo di vivere. Sono anche io quasi un naufrago della vita, di questa insulsa, di questa stupida, di questa miserabile vita, che dopo aver maledetto, benedico. Amore mio non puoi ancora capire il mio stato d’animo, e i tremendi periodi di burrasca che sono costretto ad attraversare. Non hai ancora idea delle lotte tremende che da solo, completamente da solo, devo combattere. Tutta la mia bella filosofia è caduta stupidamente di fronte alla dura realtà. 



    A Riesi presenti all’evento l’Assessore Giuseppe Baglio, il Comando di Polizia Municipale, l’ANPI sezione Riesi, il Comitato provinciale dell’ANPI di Caltanissetta, la Protezione Civile Riesi e Don Enrico Lentini. Un passo importante soprattutto verso le nuove generazioni che non possono trascurare momenti cardine della propria storia.




    “Un sentito ringraziamento rivolgo all’ ANPI sezione Riesi per il costante impegno e il lavoro quotidiano dedicato a onorare la memoria di Gaetano Butera e di tutti i martiri della Resistenza – dichiara il consigliere comunale, Gaetano Baglio – La loro dedizione è un prezioso esempio di come il ricordo e il rispetto per la storia possano guidare le future generazioni verso un mondo di libertà e giustizia”.

Gaetano Butera



    Un momento toccante è stato la lettura del presidente dell’ANPI di Riesi, Giuseppe Calascibetta, della testimonianza del medico austriaco Joseph Reide che, riuscito a salvarsi dalle Fosse Ardeatine, raccontò le atroci violenze e le umiliazioni che insieme a Gaetano Butera e Don Pietro Pappagallo subirono in cella, la n.13 di Via Tasso a Roma.
    “Voglio ringraziare tutti i presenti e, soprattutto, il Comitato Provinciale ANPI Caltanissetta che ha donato questa targa in onore di Gaetano Butera – afferma Calascibetta – nonché l’amministrazione comunale, molto disponibile a collaborare in iniziative volte a fare conoscere la storia dei partigiani di Riesi alle nuove generazioni”.

24 marzo 2025

24 marzo 1944: l'eccidio delle Fosse Ardeatine


     

Ottantuno anni fa, la strage che nei progetti criminali dei nazisti, spalleggiati dai reparti dei collaborazionisti fascisti, avrebbe dovuto piegare definitivamente Roma, città ribelle e mai doma, dove in quei mesi la guerriglia partigiana colpiva quotidianamente in ogni luogo e metà della popolazione nascondeva l'altra metà. Unico obiettivo dell'eccidio, spezzare il fortissimo legame di solidarietà tra la popolazione e il movimento resistenziale, al fine di riaffermare con la forza il proprio ordine fondato sul ricorso sistematico allo sterminio. Nessuna finalità di rappresaglia, come confermato in sede processuale dallo stesso Priebke, a proposito dei cinque uomini aggiunti alla lista fornita dal questore fascista Caruso: «Fucilammo cinque uomini in più. Uno sbaglio, ma tanto erano tutti terroristi, non era un gran danno». Fuggito in Argentina, dove visse indisturbato per quasi cinquant'anni, Priebke fu riconosciuto da una troupe televisiva statunitense nel 1994, venendo poi estradato in Italia l'anno successivo. Morì dopo aver compiuto i cento anni nell'abitazione romana in cui era detenuto agli arresti domiciliari, dopo aver orgogliosamente rivendicato nel proprio testamento il proprio passato di nazista e aver apertamente negato l'Olocausto.

    Tra quei 335 riconosciamo "generali e straccivendoli, operai e intellettuali, commercianti e artigiani, un prete e settantacinque ebrei; monarchici e azionisti, liberali e comunisti" e persone senza credo politico, come ricordato dallo storico Alessandro Portelli. Di fronte ai luoghi comuni che troppo spesso inquinano il dibattito pubblico, alle falsità mosse dal revisionismo, alla narrazione che fa dei carnefici le vittime innocenti, la vita e l'esempio dei martiri delle Fosse Ardeatine parlano da sé, più eloquenti di qualsiasi discorso. 
    Alle antifasciste e agli antifascisti di oggi il compito di raccogliere il loro testimone e continuare a percorrere i loro sentieri.

𝑆𝑜𝑔𝑛𝑎𝑚𝑚𝑜 𝑢𝑛'𝐼𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎 𝑙𝑖𝑏𝑒𝑟𝑎, 𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑎, 𝑑𝑒𝑚𝑜𝑐𝑟𝑎𝑡𝑖𝑐𝑎. 𝐼𝑙 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑠𝑎𝑐𝑟𝑖𝑓𝑖𝑐𝑖𝑜 𝑒 𝑖𝑙 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑠𝑎𝑛𝑔𝑢𝑒 𝑛𝑒 𝑠𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑙𝑎 𝑠𝑒𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎 𝑒𝑑 𝑖𝑙 𝑚𝑜𝑛𝑖𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑒 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑣𝑒𝑟𝑟𝑎𝑛𝑛𝑜.
(Lapide all'interno del mausoleo)

23 marzo 2025

23 marzo 1944: l'attacco partigiano a Via Rasella. La più importante azione di guerra contro l’esercito occupante nazista in una capitale europea


     
Nonostante le pesanti perdite in termini di uccisioni e arresti che colpirono le reti clandestine dei GAP comunisti tra il gennaio e il febbraio 1944 decimandone buona parte dell'organico e delle quali caddero vittime esponenti di prim'ordine dell'organizzazione militare del Partito Comunista quali Antonello Trombadori, comandante dei GAP centrali, Guido Rattoppatore, Gioacchino Gesmundo, Maria Teresa Regard (liberata il 7 febbraio) e gli artificieri dei GAP centrali, Giorgio Labò e Gianfranco Mattei, già all'inizio di marzo le azioni di Via Tomacelli e di Via Claudia, con la distruzione di un deposito tedesco contenente più di diecimila litri di benzina, nonché l'eliminazione del commissario di Pubblica Sicurezza di Centocelle, Armando Stampacchia, ad opera del gappista dell'VIII zona Clemente Scifoni denotano una vigorosa intensificazione dell'attività di guerriglia in tutta la capitale: i GAP, unificati sotto il comando di Carlo Salinari "Spartaco", colpiscono con cadenza quotidiana le truppe nazifasciste arrecando loro gravi perdite.




    In quegli stessi giorni, sia Giorgio Amendola che Mario Fiorentini, il primo dal proprio nascondiglio di Piazza di Spagna, il secondo dal proprio appartamento in Via Capo le Case, ebbero occasione di notare il passaggio della colonna armata del Polizeiregiment "Bozen", deputato alla gestione dell'ordine pubblico in città e costituito da coscritti altoatesini reclutati tra gli abitanti della regione che nel 1939 avevano scelto di divenire cittadini del Reich: i 156 uomini della colonna, provenienti dal poligono di Tor di Quinto ove praticavano esercizi di tiro, marciavano nel pieno centro della capitale per raggiungere il Palazzo del Viminale, dove erano acquartierati. I gappisti, studiati con cura i movimenti e gli orari di transito della colonna, decisero inizialmente di colpire il nemico in Via Quattro Fontane: la scelta di Via Rasella fu anzi fortemente osteggiata da Mario Fiorentini, tra i pianificatori dell'attacco, dato che nella vicina Via del Boccaccio si trovava un'abitazione in cui erano rifugiati alcuni parenti ricercati in quanto ebrei e in cui si sarebbe successivamente trasferito lui stesso. Inoltre, nella zona si trovavano vari punti di ritrovo di antifascisti e resistenti cattolici e comunisti. Alla fine, la sostenuta pendenza dell'angusta strada che unisce Via del Traforo a Via Quattro Fontane, la presenza di due imbocchi facilmente presidiabili e di un'unica via di fuga intermedia, rappresentata dall'incrocio con Via dei Boccaccio, fece sì che ad un livello superiore della catena di comando la scelta ricadesse su Via Rasella: si trattava del luogo ideale in cui poter attaccare i militi del "Bozen" massimizzando i danni che si sarebbero potuti infliggere alla colonna che ogni giorno svoltava nella via all'incirca verso le due del pomeriggio. Il piano elaborato dal nucleo dei GAP romani prevedeva che, al passaggio della colonna, uno dei gappisti, travestito da spazzino, avrebbe innescato un ordigno nascosto all'interno di un carretto della spazzatura: a esplosione avvenuta, gli altri partecipanti all'azione avrebbero favorito lo sganciamento del gruppo coprendone la fuga con lancio di bombe di mortaio "Brixia" opportunamente modificate. L'azione fu fissata per il 23 marzo, anniversario della fondazione dei Fasci di Combattimento.




    Il giorno dell'attacco, un giovedì, i gappisti si posizionarono alle due estremità di Via Rasella, lungo la strada e all'incrocio con Via del Boccaccio: secondo quanto stabilito, Rosario Bentivegna, con indosso una divisa da spazzino, spinse un carrettino della spazzatura contenente l'ordigno sino all'altezza di Palazzo Tittoni. Nonostante un considerevole ritardo del "Bozen" che fece temere di dover annullare l'operazione, alle 15:45 la colonna imboccò Via Rasella: Franco Calamandrei, posizionato all'angolo con Via del Boccaccio, si levò il cappello, segnalando l'approssimarsi della colonna a Bentivegna, che accese la miccia sul fornelletto della pipa che stava fumando e poi si allontanò. Al passaggio della colonna, l'ordigno esplose e i gappisti attaccarono il resto della colonna a colpi di pistola e lanciando bombe a mano, per poi dileguarsi rapidamente; i soldati, credendosi attaccati dalle finestre degli edifici che affacciano sulla strada, cominciarono a sparare all'impazzata contro le finestre, imprimendo sui muri le tracce delle pallottole dei mitra ancora ben visibili all'angolo con Via del Boccaccio. 26 militi del "Bozen" morirono sul colpo e altri 7 morirono successivamente a seguito delle ferite riportate.




    Nonostante i processi intentati nel dopoguerra contro i gappisti responsabili dell'azione, che sancirono come l'azione di Via Rasella abbia costituito una legittima azione di guerra contro un esercito occupante, le strumentalizzazioni, le letture revisionistiche e i falsi miti che aleggiano sull'operato dei gappisti, quanto accadde in Via Rasella quel 23 marzo 1944 è unanimemente riconosciuto come la più importante ed efficace azione di guerriglia urbana mai compiuta nel centro di una capitale europea occupata dai nazisti.

20 marzo 2025

Sei anni fa ci lasciava Tina Costa

Sei anni fa, il 20 marzo 2019 ci lasciava Tina Costa.

La sua scomparsa ha prodotto nell'ANPI Provinciale di Roma e nell'antifascismo tutto un vuoto incolmabile.

Rimane in noi indelebile quello che ci ha insegnato:

«Non mettete mai al primo posto il vostro io, sviluppate un lavoro, un pensiero in cui il noi dia la dimensione della consapevolezza di star applicando la nostra Costituzione e difendendo la pace».

Bella ciao, Tina!

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